La tendenza crescente di rivolgersi al web per i propri acquisti, viene confermata anche dai dati di vendita, circa il 2 % del prodotto interno lordo, in particolar modo nel settore dell’abbigliamento. Non solo donne, fashion victim sul web, ma anche tanti uomini che, nell’età compresa tra i 18 e i 54 anni, hanno dichiarato di consultare il web per i loro acquisti. Innumerevoli marchi hanno abbracciato la nuova tendenza, dedicando uno spazio virtuale non solo al semplice acquisto, ma anche alla personalizzazione di capi e accessori.

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A Pitti sono stati presentati piumini ultra leggeri creati dal marchio Hetregó, che molto si avvale della presenza sul web, così come Piquadro che ha rifornito i suoi punti vendita con computer sui quali personalizzare le proprie borse. Anche Pirelli ha arricchito il proprio sito con la possibilità per il cliente di scegliere la suola o il materiale per le scarpe. Il presidente del gruppo Basicnet, di cui fanno parte i marchi Kway, Superga, Robe di Kappa,…, ha evidenziato proprio le potenzialità date dal web, conteggiando una percentuale che va dal 5 % al 10 % di acquirente sul web. Il gruppo Basicnet fu tra l’altro tra i primi ad aprire un negozio online.
Il settore moda che viaggia in rete si conferma quindi, insieme a quello della vendita auto tra i più proficui per l’economia nostrana e rappresenterà entro il 2015 il 4,3 % del Pil, secondo le attuali stime. Rispetto lo scorso anno d’altronde si è già registrato un incremento del 41%, comunica Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano. Dati che seguono la tendenza d’Oltralpe, dove lo shopping sul web è da diverso tempo molto diffuso, con una predilezione per i marchi italiani sia nella moda che nel settore automobilistico.

16 gennaio 2012
Aurora 







