Il preoccupante fenomeno della disoccupazione giovanile costituisce un problema non solo per i singoli coinvolti, ma su larga scala per l’intera Unione Europea. Si calcola infatti che i cinque milioni di giovani europei disoccupati costino all’Europa ben due miliardi di euro la settimana, cifre enormi se consideriamo le difficoltà economiche che molti Paesi stanno attualmente attraversando. Una cifra questa che rappresenta l’1% del prodotto interno lordo europeo e che richiede drastici interventi da parte degli Stati maggiormente coinvolti.

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Il Paese con il maggior numero di giovani disoccupati è la Spagna che registra il 48 %, seguita dall’Italia con il 29,3 %, secondo i dati forniti da Eurostat. La media europea è del 21,2%, ciò significa che per allinearsi con gli altri Paesi sono necessari interventi per la riduzione della disoccupazione. In questo senso la Commissione ha caldamente consigliato ai vari Paesi coinvolti di destinare i 30 miliardi dei fondi UE ad azioni mirate per la creazione di posti di lavoro o formazione entro i quattro mesi dalla fine della scuola. Il pericolo risiede infatti nella già preoccupante congiunzione economica che andrebbe a escludere di fatto migliaia di giovani dal mondo – in crisi – del lavoro. In Italia la situazione è particolarmente preoccupante nel Sud, dove interventi mirati a sostegno dei giovani disoccupati ricoprono in assoluto la priorità delle amministrazioni regionali e locali.
Ci si augura che, con il monito della Commissione, questi fondi possano essere meglio impiegati, con lo scopo di aumentare del 10% il numero dei praticantati retribuiti entro il 2013, sostenere le imprese fondate da giovani e incentivare il lavoro anche in altri Stati, in cui si prevede in futuro un grosso deficit in materia di personale qualificato.

28 dicembre 2011
Aurora
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