L’immigrazione di persone provenienti da Paesi diversi dal nostro, secondo i dati recentemente resi noti, aumenterà ancora di più nei prossimi anni. Oggi i residenti stranieri in Italia sono più di 4 milioni e mezzo, escludendo coloro i quali hanno ottenuto la cittadinanza. Il 7,5 % del totale dei residenti in Italia ha quindi radici straniere. L’Istat prevede che nel 2065 la percentuale crescerà enormemente arrivando a toccare il 24 % della popolazione intera.

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Lo stesso istituto tuttavia invita alla cautela; questo genere di previsioni giungono infatti nella realtà a conclusioni a volte totalmente diverse. Basti pensare che nel 1987 l’Istat aveva previsto che nel 2007 l’immigrazione avrebbe rivestito un ruolo molto marginale sullo scenario socio-economico del Paese; alle stesse conclusioni era arrivato anche l’Irp che nel 1988 aveva provato a prevedere cosa sarebbe accaduto 20 anni dopo. Nel complesso era stato sottovalutato il grande impatto dell’immigrazione. I fattori che determinano queste grosse differenze tra proiezioni e realtà sono molteplici e sono da ricercare in primis alle condizioni lavorative del Paese ospitante. I flussi migratori infatti si arrestano in quei Paesi che economicamente non sembrano offrire prospettive migliori, rispetto quelle che si lascerebbe in Patria.
I dati che vedono una sostanziale crescita del numero d’immigrati nel futuro non possono essere considerati quindi come assoluti, perché non considerano quella che sarà la situazione economica a venire del Paese. Anche la legislazione in merito alla cittadinanza ai residenti stranieri gioca un ruolo determinante; le previsioni sono state condotte sulla base della normativa vigente che è per sua natura soggetta a modifiche. Il futuro quindi rimane indecifrabile, tuttavia il campo d’intervento si deve concentrare su tutte quelle misure che assicurino un’integrazione serena ed efficace, l’unica via per lo sviluppo economico e sociale di un Paese.

30 dicembre 2011
Aurora
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